I giardini più belli del mondo non hanno profumo. Sono sommersi in mari esotici smeraldo, turchese, blu cobalto. I pesci si insinuano come farfalle tra gorgonie gialle e rosso fuoco, praterie di attinie, tridacne giganti.

 

Un’emozione per i sub che si inabissano per decine di metri e fanno incontri ravvicinati con mante, barracuda e gli innocui squali balena, ma anche per gli appassionati di snorkeling, armati di maschera e pinne, che si godono lo spettacolo della fauna del reef, coralli, nuvole di pesci variopinti, aragoste e tartarughe che salgono in superficie.

 

Il viaggio della vita può essere all’isola Christmas, nell’arcipelago delle Kiribati, in pieno oceano Pacifico, che vanta una delle lagune tra più antiche del pianeta. A est di Bali e di Giava, invece, la protagonista è Lombok, un’isola vulcanica, con la laguna trasparente e le isole Gili Air e Gili Meno attorno. Affascinanti come Mayotte, nell’oceano Indiano, sabbia bianca e acquario tropicale. A Moorea lascia senza fiato la baia di Cook, davanti a Tahiti, la barriera corallina che si apre verso l’oceano in 12 passe, dove si assiste al pasto degli squali organizzato dai biologi marini. Che dire poi di Phang Nga, in Thailandia, nei pressi di Phuket, una sfilata di innumerevoli faraglioni che spiccano nelle acque smeraldo fino a Ko Tapu, che tutti chiamano James Bond Island perché qui sono state girate alcune scene di L’uomo con la pistola d’oro?

Luoghi di cui ho ricordi bellissimi, un gruppo di amici, sacco a pelo, piatti di riso e gamberi a pochi spiccioli, liberi di fermarci qua e là un giorno o dieci. L’Europa ci sembrava uno stanco, sbiadito acquarello.

 

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