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Prima leggo che Oyster, il famoso cantiere Inglese dichiara bancarotta pur con 80 milioni di sterline di ordinativi, poi rimbalzando tra i siti internet incappo in quello messo su dall’armatore di Oyster 825 Polina Star III. L’Oyster di 82 piedi affondato dopo un solo anno di vita nel luglio 2015 a circa 25 miglia davanti ad Alicante, in Mediterraneo, con un vento di circa 15/18 nodi.

Polina Star IIIOvviamente la bancarotta e il naufragio sono in qualche modo collegati… Stando alle notizie il collegamento è l’esito dell’indagine sulle cause del naufragio che attribuisce tutta la responsabilità della perdita della chiglia e conseguente affondamento, al costruttore. L’aggravante starebbe poi nell’approccio approssimativo e incompetente degli uomini del cantiere, alle rimostranze dell’armatore e del suo skipper durante l’anno di navigazione che ha preceduto l’incidente che, a quanto pare, era inevitabile.

Oyster

Il caso che ha reso famoso l’Oyster

Purtroppo periodicamente siamo abituati a leggere di gravi incidenti in mare. In questo caso la novità sta nei modi in cui questo incidente è diventato più avvincente di una serie televisiva di Netflix. L’intera storia è stata resa pubblica dall’armatore dello yacht sul sito oysterstory.info; un sito molto ben fatto sia per la grafica che per il modo di mettere in scena tutta la vicenda con tanto di possibile download dei contenuti “extra” come le perizie e i dati tecnici. Ci sono le foto dei protagonisti, citazioni, dichiarazioni e immagini del disastro.

barca La causa, secondo lo studio peritale Ward & Mc Kenzye andrebbe ricercata nell’insufficienza strutturale del reticolo di strutture in vetroresina che collega la chiglia allo scafo. A giudicare dalle fotografie c’è da essere totalmente d’accordo. Altro punto che parla da sé è il fatto che il cantiere pur negando ogni responsabilità, abbia poi rinforzato l’area in questione sulle barche gemelle prodotte dopo l’incidente.

Ho potuto vedere diversi casi di armatori davvero arrabbiati con i cantieri costruttori per difetti, incidenti, ritardi veri o presunti, ma questa è la prima volta in cui vedo rendere pubblico il retroscena della vicenda nel modo più obiettivo possibile, anche se sempre di parte.

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