regate
Francisco Vignale/MAPFRE/Volvo Ocean Race

Mentre sento il solito mantra: “Non ci sono sponsor. Bisogna cercare di contenere il più possibile i costi. L’unica via: il ONE DESIGN!”, perdo i miei 5 minuti quotidiani a seguire le regate in corso in un affollatissimo Oceano Atlantico.

Ci sono i Volvo 65 che hanno appena concluso la Leg2 da Lisbona a Cape Town (one design). GUARDA ANCHE: VOR, conclusa anche la seconda tappa

Ci sono i mini che in 80 fanno la Minitransat (qui abbiamo one design e super proto). Poi, appena più a nord, la flotta di 34 barche partita per la Jacques Vabre, la transatlantica in doppio.  In quest’ultimo evento c’è schierato quasi di tutto: i 40′; i tri da 50’, gli Imoca60 fino agli Ultime100, i trimarani di ultima generazione francesi.

volvo

Leg 3, Cape Town to Melbourne, day 0, Cape Town Departure on board Vestas 11th Hour. Photo by Sam Greenfield/Volvo Ocean Race. 10 December, 2017.

Nel frattempo destreggiarsi con le app delle regate diventa ancora più complicato perché Francois Gabart, snobbando la Transat si lancia in un tentativo di record di giro del mondo in solitario a velocità da spavento. Mentre negli stessi giorni Banque Populaire vara il proprio trimaranone Ultime100 volante per sfidare gli altri che sono già in pista! Insomma di sicuro il traffico in oceano non sarà come quello della tangenziale milanese, ma la probabilità di veder sfrecciare una barca in Atlantico è davvero alta quest’inverno.

Fabrice Amedeo skipper IMOCA Newrest-Brioche Pasquier and co-skipper Giancarlo Pedote training before Transat Jacques Vabre 2017, on September 1, 2017. Photo © Jean-Marie LIOT-www.jmliot.com

In tutto questo brulicare di barche è interessante notare che gli ultimi vari in ordine cronologico delle barche qui descritte non sono né gli economici Pogo della Mini, neanche i più cari one design Volvo65 bensì gli assolutamente più grossi e costosi Ultime100 ovvero Gitana e Banque Populaire!

Non sono one design, non sono pratici, sono le barche più costose in questo momento e richiedono un team e una logistica da mal di testa. Eppure nella maggior parte dei casi sono team finanziati da aziende private che credono nel successo e nel seguito di questo modo di competere a vela. I francesi ci dimostrano la verità di 2 filosofie opposte, quella dello spettacolo estremo a tutti i costi con gli Ultime e quello delle storie fatte dagli uomini e dal loro spirito agonistico.

Apparentemente da quelle parti entrambe hanno successo.

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