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Valencia è la città ideale per il buen retiro: mare, porto, piste ciclabili, il parco del Turia con i suoi viali e le palestre pubbliche a cielo aperto. Nella sua bellezza però, la città risulta decadente: le centinaia di cartelli con case in svendita e affitti bassissimi contribuisce a definire quella sensazione di precarietà: anche gli hangar che erano stati costruiti nel 2007 per la 32ª edizione dell’America’s Cup, con la vittoria degli svizzeri di Alinghi, sono in uno stato di totale abbandono.

Ma c’è qualcosa di magico nella città che ti conquista, la spettacolare teatralità degli edifici storici del centro, la tranquillità delle persone, l’aria che si respira, la futuristica città della scienza. E poi si mangia di tutto a tutte le ore: a ogni angolo offrono frullati di frutta e yogurt, l’orxata, una bevanda preparata con acqua zucchero e il latte derivato dalla radice di chufa, dal sapore simile al latte di mandorla; i bar de tapas sono in ogni dove e la paella, specialità regionale valenciana, si gusta nei ristorantini sulla spiaggia de La Malvarrosa, molti hanno menù fissi e delle  orrende foto di presentazione dei piatti, ma non fatevi scoraggiare perché la verità è che qui si mangia davvero bene.

b2ap3_thumbnail_valencia-3.jpgUn locale in cui si concentrano tutti i gusti della città è Sagardi (nelle 2 foto) si trova nel centro storico, in una delle vie più affollate, tra la Cattedrale e il Mercato Centrale. Le tapas sarebbero da provare tutte, accompagnate da sidro o birra. Per il conto? Si paga a numero di stuzzicadenti accumulati, ogni tapas ne ha uno. Questo è l’indirizzo: Sagardi Valencia Centro, c/ San Vicente Mártir, 6, www.sagardi.com. Per provare i migliori piatti di pesce della tradizione basca le cui ricette si ispirano a quelle vecchi villaggi di pescatori, provate invece Orio Valencia.

 

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