I viaggiatori avventurosi del 1800 erano soliti portare insieme ai loro bagagli la ormai famosa cassetta di Ward, un sorta di mini serra che permetteva di conservare i semi e le piantine e portarle dai paesi esotici a casa propria.

 

Succede ancora oggi grazie al progetto Orti migranti, www.ciamilano.it, con altri mezzi e scopi: negli orti e nei campi lombardi si sta cercando di sperimentare la coltivazione di specie diverse, che vengono da diverse parti del mondo, dall’ampalaya, la zucca asiatica, al cilantro, il prezzemolo cinese che sa di limone, e poi la quinoa delle Ande, il rocoto, un tipo di peperoncino sudamericano  a cui si aggiungono il kangkong ovvero un tipo di  spinaci acquatici e l’okra, conosciuto come gombo o dita delle donne. Nomi esotici, tutto da provare.

 

Il progetto si prende in carico la necessità di regolamentare e organizzare le nuove sementi che arrivano in Italia  di  favorire il commercio a km 0 per i molti stranieri che vorrebbero ritrovare i gusti dei loro paesi nei loro piatti. Se già siete sul pezzo potete guarnire il nostro piatto di oggi, una spadellata di megagamberi con riso selvaggio con del cilantro e accompagnarlo con un piatto di kangkong fritti, secondo l’usanza cinese.

 

b2ap3_thumbnail_blog-gamberi-e-riso-2.jpgIngrendienti per 4 persone:

– 12 gamberoni

– 360 grammi di riso selvaggio paraboiled

– 1-2 spicchi d’aglio

– 1 ciuffetto di basilico

– 300 grammi di passata di pomodoro

– sale

– pepe

– olio extra vergine d’oliva

 

b2ap3_thumbnail_blog-gamberi-e-riso-3.jpgPreparazione

1. Saltate velocemente i gamberoni in una padella con olio e aglio. Aggiungete la passata, circa 300 grammi e il basilico. Continuate la cottura ancora per qualche minuto, aggiungete un filo d’olio all’ultimo momento. Salate e pepate;

2. Fate bollire il riso selvaggio in acqua salata, di solito la cottura si completa in venti minuti;

3. Servite il riso bollito insieme ai gamberoni, se preferite fate saltare il riso in padella qualche minuto con 1 spicchio d’aglio e olio.

 

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