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Nizza è una città turistica e divertente e la si può girare agilmente sia in bicicletta (www.holiday-bikes.com), prestando una discreta attenzione al traffico locale, definitivamente indisciplinato, sia a piedi per gustarsi con calma anche i dettagli più discreti. La Vieux Nice è la parte più caratteristica, affollata da turisti e ricercata dai francesi, le sue vie tra l’altro, sono strettissime e quindi la sensazione della calca aumenta; anche i negozi sono uno dopo l’altro e aprendosi tutti sulla strada, quasi ne diventano parte.
Per il nostro giro culinario, in questo alternarsi di negozi di tessuti, vestiti e profumi, bisogna soffermarsi nelle panetterie-pasticcerie da cui si materializzano profumi e richiami a cui è meglio non opporre resistenza. E poi il croissant francese ha sempre il suo perché. Il mercato di Cours Saleya cuore della città vecchia è speciale e il suo contesto è energizzante, ci sono ristoranti e bistrot in una sorta di perimetro intorno alle bancarelle, ma frutta e verdura sono così lucide e ordinate da sembrare finte, più divertente e caratteristico invece il mercato che si svolge la domenica mattina lungo l’Avenue Malaussena, in zona stazione ferroviaria. I prezzi sono competitivi anche rispetto a quelli delle nostre bancarelle: qui la vendita è diretta, come si dice dal produttore al consumatore, frutta e verdura sono davvero appena colte e si vendono molto spesso ancora piene di terra.

Cb2ap3_thumbnail_blog-nizza-2.jpgamminare, si sa, mette appetito e diciamo che il pranzo d’ordinanza è Chez Renè Socca, un locale sui generis che si trova al numero 1 di rue Pairoliere, si ordinano i piatti al bancone che dà sulla strada, la coda per arrivare alla cassa è talmente lunga che si ha tutto il tempo per scambiare idea sui piatti da scegliere, ma anche per distrarsi guardando dentro i negozietti ai bordi della strada. In uno di questi, diciamo proprio di fronte alla vetrina in cui si possono scegliere i piatti già pronti, si trovano le bacche di Goji che pare siano uno dei più potenti antiossidanti in commercio. Comunque, una volta pagato si cerca un posto ai tavoli di legno all’aperto, qui si riesce a mangiare fuori anche d’inverno senza patire l’incombente presenza dei funghi riscaldatori sulla schiena. Si fa la coda per la socca, la specialità nizzarda a base di farina di ceci, bisogna assaggiarla molto calda, appena uscita dal forno tradizionale e preparata in enormi teglie rotonde: è veramente deliziosa. Oltre alla socca ci sono verdure e pesci fritti, acciughe marinate,  torte salate di ogni tipo tra cui la pissaladière a base di cipolla (molta) e olive. Una porzione di socca costa circa due euro, i prezzi degli altri piatti sono allineati.

b2ap3_thumbnail_blog-nizza-3.JPGPer la cena consiglierei La Villa, 14 rue de l’Abbaye, Vieux Nice, tel. 00 33 04 93554562, il locale è accogliente e sempre pieno, quindi da preferire a quello accanto semideserto, sebbene più invitante per  la cura nella preparazione dei tavoli. Consiglierei il menù a 19 euro, a scelta tre primi, due secondi, dolce e un bicchiere di vino rosso riempito quasi fino all’orlo. Cucina marinara e porzioni generose ne fanno un ristorante da provare. Dopo cena un giro senza meta, la frenesia turistica è un ricordo: rimane il rumore dei passi sull’acciottolato e una magica atmosfera. Quasi ci starebbe bene un gelato al numero 5 di rue de la Prefecture, i prodotti sono artigianali e il locale si chiama Crema di Gelato, non è proprio low cost, ma si sa il vizio si paga.

 

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