squali

Ho sempre avuto un debole per i “Baddies”. Fin dai tempi delle elementari mi intenerivo per il monello della classe, poi per il bullo del paese, più avanti per i pitbull, i gangster di Pollsmoor e ora con i protagonisti di Peaky Blinders. Insomma tutti quei cattivi che in fondo nascondono un lato tenero…

Sarà per questo che quando amici, parenti e guest di Airbnb mi chiedono consiglio sullo Shark Cage Diving, ovvero le immersioni in gabbia per vedere gli squali, subito scatta l’istinto romantico che vuole difendere “il cattivo”. Sí, anche lo squalo mi piace, tanto. E trovo ingiusto che debba essere trattato come un pupazzo da circo, istigato all’attacco solo perché è grande e forte.

Shark Cage Diving

Un grande squalo bianco che nuota intorno alla gabbia – Foto shutterstock.com

In sintesi funziona così: combriccole cariche di turisti salpano al largo buttando in mare pasture ed esche per attirare gli squali, che si avventano affamati verso la gabbia calata in mare, da dove degli umani vestiti come foche – cibo prelibato degli squali – gli scattano foto ricordo. Ok, sto romanzando un po’ la faccenda, ma questo è il mio sunto immaginativo.

Siccome so bene di essere la “pensatona” di turno con le mie politiche salva-animali, tanto che non mangio neanche i polli che scorrazzano giulivi nell’orticello di mio nonno, ho pensato di documentarmi e analizzare i vari pro e contro.

squalo bianco

Branco di squali – Foto shutterstock.com

Un piccolo excursus sull’argomento

In Sud Africa e in particolare a Città del Capo, ogni anno circa 150.000 persone si immergono nella acque gelide dell’oceano Atlantico per un incontro ravvicinato con il più temuto degli squali, lo Squalo Bianco, il più grande predatore che misura dai 4 ai 6 metri, quello che negli anni 80 era super famoso nei film di Spielberg. Beh, lui e i suoi amici sono di casa qui a Cape Town, dove si registra la più alta concentrazione di esemplari. Il motivo è che qui hanno trovato bei buffet eat-all-you-can a base di foche, di cui vanno ghiotti.

Tragicamente, a volte ci finisce anche qualche indigesto umano, ma d’altronde se si va in acqua vestiti come una foca, non stupisce che lo squalo ogni tanto si confonda. E qui lancerei un appello ai produttori di mute: è possibile farne con colori meno invitanti e proteggere i surfisti? Sono una categoria di umani che mi piacciono molto, anche più degli squali!

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Ma torniamo ai fatti: vista l’alta concertazione di squali, la regione del Capo sta diventando la capitale di questa controversa attività, non solo in Sud Africa, ma nel mondo, tanto da generare un bel giro di affari che conta 12 operatori che si dedicano al Cage Diving.

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Squalo bianco, Guadalupe Island, Messico – Foto shutterstock.com

Shark attack

L’attività, molto amata da turisti e imprenditori, ultimamente è diventata soggetto di critiche di ambientalisti, surfisti, pescatori e residenti locali, i quali credono che la pratica abbia aumentato il numero degli attacchi di squali. Altri credono sia un’attività crudele, ed eticamente contestabile, inautentica e poco sostenibile. Di opposta veduta, alcuni invece convinti che non nuoccia affatto agli squali anzi che serva da esperienza educativa e ne supporti la salvaguardia (gli squali sono vittime di un disumano bracconaggio).

Ho iniziato un’accurata ricerca sull’argomento grazie all’aiuto del mio amato MrGoogle; ho poi chiesto ad amici Sudafricani, amanti ed esperti del mare e infine ho dedicato un weekend tra amici e parenti portando in tavola oltre a una bottiglia di Chardonnay, animati dibattiti.

cape townUn incontro ravvicinato con gli squali? No, grazie

La conclusione è che ora sono più confusa che mai! Personalmente l’idea di calarmi vestita da foca nelle acque gelide dell’Atlantico meridionale dove ci nuotano anche i pinguini, per vedere le fauci di uno Squalo Bianco attraverso una gabbia di ferro, non è nella mia lista dei desideri. Non sopporto il freddo e benché trovi gli squali davvero affascinanti, mi fanno anche una gran paura! Preferirei conoscerli nelle acque calde dei tropici e magari iniziare con i cugini degli Squali Bianchi, tipo gli Squali Chihuahua che avevo visto alle Maldive. Sono anche convinta che, come qualsiasi altra attività, se condotta in misure moderate e sostenibili non porti danni irreparabili. Non è detto che possa cambiare idea a riguardo delle immersioni con gli squali, ma qualunque sia la scelta, rimane imperativo andarci un operatore (come Shark Diving Unlimited di Mike Rutzen)che, si impegni a devolvere fondi nella ricerca e nella protezione di questi bellissimi predatori.

 

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