pane

Ormai si parla solo di cucina, indiscutibilmente a un livello molto, ma molto più raffinato di quanto ottenibile in un contesto un po’ wild come quello delle nostre avventure. Certo una navigazione oceanica non sembra un’occasione particolarmente gourmand…eppure, toglieteci tutto ma non il buon cibo!

Prima cosa, fondamentale: la cambusa

Un piccolo accenno alla cambusa, mia croce e mia delizia: certo in navigazione tra le isole del Mediterraneo la fenomenale abbondanza di materie prime a un tiro di schioppo (o meglio a meno di un giorno di navigazione) consente di sbizzarrirsi in preparazioni di grande effetto. Ma per fortuna ci siamo lasciati alle spalle l’acqua nei barili e le gallette con i vermetti della tradizione anche nel bel mezzo del Pacifico. Farina, zucchero, latte e uova si trovano ovunque e sicuramente, giostrandosi con fantasia, con gli approvvigionamenti di fresco, il pesce appena pescato – vedi come conservarlo al meglio – insieme al ricco scatolame che si riesce a rintracciare nell’immancabile mini market cinese, è molto facile deliziare il resto dell’equipaggio con qualche irripetibile armonia di sapori.

cosa si mangia in barcaTutti i suggerimenti culinari che seguono sono stati collaudati con successo da Tromso all’Australia, passando per la Groenlandia, utilizzando quanto disponibile e limitando i trasporti dall’Italia al Parmigiano, a un po’ di lievito per pane e per dolci (un vezzo perchè il lievito si trova dovunque, ma io ho fatto l’occhio con i prodotti italiani e mi ci trovo bene) e a qualche busta di gelatina per dolci.

Inutile girarci intorno, non si toglie il pane di bocca a un italiano. Partiamo quindi dal primo dei must.

Pane e Pasta Pizza, Italia vs Francia

500 gr farina 00 (o meglio 0 manitoba), oppure 350 gr farina 00 e 150 di semola

310 ml acqua tiepida

2 cucchiai olio di oliva

1 cucchiaino di sale abbondante

2 cucchiaini di zucchero

1 cucchiaino di lievito di birra liofilizzato

un cucchiaio latte in polvere (se non c’è non importa)

Impastare bene tutti gli ingredienti finche la pasta non diventa elastica e mettere a lievitare in posto tiepido, in una ciotola capiente coperta di pellicola fino al raddoppio del volume. Per la pizza o focaccia stendere la pasta riposata a mano, su una teglia oliata e condire a piacere. Per il pane, dopo la prima lievitata, re-impastare e fare le pagnotte, tracciare qualche taglio e rimettere a lievitare per un’oretta. Infornare a forno caldo e medio. Di solito i forni delle barche strinano sotto e lasciano crudo dentro, valutate bene prima di decidere come regolarlo. Se è troppo violento io lo tengo basso e inforno a metà altezza con una teglia sotto.

rosmarino

Focaccia olio e rosmarimo

Esiste poi il metodo veloce di panificazione stile francese…non lo dico perché “faffine”, mi è stato insegnato da una amica francese che lavora sulle barche ed è un mago della ottimizzazione. Il sistema rapido prevede dose doppia di lievito e circa mezzo litro d’acqua. Si lavora bene l’impasto in una ciotola fino a quando la massa diventa appiccicosamente elastica (dateci dentro e capirete), cercate di staccarvela dalle mani e fate lievitare un’oretta (che normalmente basta a far raddoppiare il volume). Lavorate la pasta su un piano molto infarinato con delicatezza e in punta di dita cercando di dargli una forma un po’ sferica, trasferite in uno stampo da pane in cassetta e lasciate riposare nel forno un’altra mezzora. Cottura a fuoco medio vivace fino a doratura. Il vantaggio di questa versione è che in un paio d’ore ottenete una bella pagnotta elegante e profumata, facile da tagliare e da trasformare in un bel vassoio di panini o nei french toast della colazione ricca.

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