L’ho scoperto solo oggi mentre cercavo sul web se ci fossero suoi concerti in giro. Roberto Ciotti è morto. Chi era? Era uno dei più grandi bluesman del nostro paese, un musicista finissimo. Era l’Eric Clapton italiano, come lo soprannominavano in molti, era uno che aveva suonato con Bob Marley (aprendo i concerti di Milano e Torino del 1980) e Chet Baker, giusto per rendere l’idea.

Ma perché parlo di musica in un magazine dedicato alla vela e ai viaggi? Per due ragioni. La prima, ovvia: perché il suo pezzo più famoso, No More Blue, ha dato anche il nome al mio blog. La seconda, perché la sua musica e i suoi album, da Road ’n Rail a Walking, li consideravo da sempre la colonna sonora perfetta qualunque tipo di viaggio, sul mare o lungo la strada che fosse. Non sono stato l’unico a pensarlo, e sicuramente non sono stato il primo, perché Roberto Ciotti era già stato notato prima che io nascessi da un certo Gabriele Salvatores, che commissionò a lui le intere colonne sonore dei suoi due capolavori on the road, Marrakech Express e Turné.

Di quella collaborazione, Roberto Ciotti parlò così: «Mi sono trovato proiettato in un mondo nuovo. Il tema di Marrakech Express è un lungo viaggio avventuroso, costantemente attraversato dall’ebbrezza della fuga, che dà modo ai protagonisti di ritrovare rapporti di amicizia che negli anni si erano appannati. Quello con Salvatores è stato un incontro che ha cambiato la vita a entrambi.»

Poco prima di Natale, mentre montavamo la puntata dedicata al Marocco del nostro nuovo format #vadoaquelpaese (che trasmetteremo in questa primavera), avevo in testa soltanto Roberto Ciotti e No More Blue. Era quella l’atmosfera che volevo imprimere alla puntata, e alla fine è stato proprio grazie a lui se abbiamo scelto il blues come tema base di tutto il format. Una volta chiusa la puntata avrei voluto mandargliela, per avere una sua impressione. Non lo potrò fare.

Una cosa però posso farla: riascoltare No More Blue per la milionesima volta. Magari, cliccate play anche voi e provate a fare un cosa: chiudete gli occhi, e fatevi trasportare per le strade e i mari del mondo, dall’Africa all’Australia, dall’India al Sudamerica. Questa canzone, come tutta la musica di Roberto Ciotti, aiuta a sognare meglio.

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