Myor ormeggio senza aiuto

Succede anche durante l’ormeggio. Se in città gli umarell osservano e commentano i lavori stradali a bordo cantiere, nel mondo della nautica il loro posto sarebbe in banchina. A inquadrare e proporre soluzioni alternative per le barche in operazione di ormeggio. Si sa, è una delle manovre che più impegnano i diportisti, anche esperti. Specie se ci sono vento o corrente laterali. Il tema è ancor più essenziale per chi naviga in solitaria, quando ormeggiare e disormeggiare da soli diventa una delle condizioni dell’uscita in barca. Un limite all’idea stessa della libertà del navigare. Se puoi farlo sai libero di andare, altrimenti stai a terra

In aiuto dei diportisti è stato brevettato e commercializzato Myor, uno strumento che cambierà gli scenari in porto. È un sistema che permette di ormeggiare con grande facilità. E per l’installazione non richiede lavori permanenti né in barca né in banchina. Con mini interventi eseguibili in pochi minuti, il rientro in porto non sarà più un problema.

Ormeggio con triangolo con Myor

Aggancio triangolo Myor

Ormeggio semplice, veloce. Ecco come funziona

Il nuovo sistema Myor è composto di due parti. Il galleggiante, sta attaccato alla banchina tramite una catena e tiene al pelo d’acqua due ganci in acciaio inox; e l’archetto che si arma solo quando è il momento di ormeggiare e tiene al pelo dell’acqua, a circa un metro dalla poppa, una cima galleggiante assicurata alle bitte di poppa.

Con l’archetto armato si ingrana la retromarcia per entrare verso il proprio posto barca come si fa normalmente, quando la cima tenuta al pelo d’acqua dall’archetto è entrata nei ganci del galleggiante, si ingrana la marcia avanti al minimo, a quel punto la barca si distacca dalla banchina, ma vi rimane vincolata per via della catena che collega il galleggiante alla banchina. In questo modo la barca è tenuta ferma e dritta e si può procedere alle normali operazioni. Il funzionamento è visibile anche in questo video.

Archetto e galleggiante Myor in fase di ormeggio

Archetto in fase di aggancio al galleggiante MYOR

Si prende il corpo morto e gli si dà volta a prua. In questo momento la barca – tenuta dal galleggiante e dal motore con la marcia avanti- è più distante dalla banchina di come lo sarà a fine manovra: risulta ancora più agevole del normale assicurare il corpo morto alle bitte di prua. A questo punto si ritorna in pozzetto, si toglie la marcia indietro e si assicurano alle bitte di poppa le due cime di ormeggio. SI mette via l’archetto e la manovra è conclusa.

Ormeggio e disormeggio: sta’ senza penzier’

Myor è, di fatto utile anche per disormeggiare enon serve neanche armare l’archetto. Di serie sono forniti due triangoli da collegare ai ganci del galleggiante e da assicurare tramite la loro cima alle bitte di poppa. Dopo aver liberato le cime di poppa (ad assicurare la barca in banchina ci pensano i triangoli), si ingrana la marcia avanti al minimo, si va a prua e si libera il corpo morto. Con un mezzo marinaio o una cimetta (se la timoneria è lontana dalla poppa) si apre il gancio del galleggiante per essere liberi di lasciare il proprio posto in barca.

Ormeggio da soli no problem con Myor

Archetto Myor montato a poppa

Adatto a ogni tipologia di imbarcazione e punto di ormeggio, Myor è un ottimo alleato per navigatori. E siccome l’azienda non nutre dubbi sull’efficacia del prodotto, offre a dieci armatori la possibilità di provarlo gratis per sei mesi. Poi potete, se volete, acquistarlo a un prezzo interessantissimo.

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