turistico

Abbandonato il mondo degli avventizi esaminato nella prima parte, ovvero di chi naviga perché «non avevo niente da fare» e con partenza dalla spiaggia (massimo rispetto per i derivisti, sarebbero una delle poche categorie da salvare, se non fossero velisti anche loro) entriamo nel mare magnum dei sedicenti navigatori competenti.

Se i regatanti sono pericolosi perché la componente agonistica e la vicinanza con qualche navigatore titolato gonfia il loro orgoglio e la loro autostima (e gonfia loro anche altre cose su cui soprassediamo), i turistici lo sono altrettanto perché dormire nella tua casa e arrivare in un luogo diverso da quello da cui sei partito fa di te una sorta di eroe romantico che affronta il viaggio come esperienza, si gode la lentezza dello spostamento e assapora il gusto di trovare rifugio dove decide di fermarsi. Proprio come un camperista, soltanto senza Telepass.

Ecco l’astiometro del turistico:

1. Crociere estive charter con lo skipper: a fine vacanza sanno che la navigazione a vela non ha più segreti per loro;

2. Crociere estive senza skipper: a fine vacanza sanno che ci sono un sacco di cose che non impareranno mai, ma sempre meglio loro di quei barboni che vanno in giro con gli skipper;

3. Crociere tutto l’anno: hanno letto tutti i libri sulle situazioni da evitare a partire dal mitico: Navigazione a vela con cattivo tempo di Coles K. Adlard pubblicato da Ugo Mursia Editore. Questo li rende pericolosi e menagramo;

4. Grecia col meltemi e amici non velisti: riuscire a riportare a casa un equipaggio composto anche da gente che non è mai stata in barca dà loro diritto di vita e di morte su tutti. Se c’è tanto vento anche meglio;

5. Oltre le colonne d’ercole: «che ne volete sapere voi che avete visto solo il Mediterraneo e non sapete neanche che cos’è una marea vera, ho visto gente lasciare la barca ciondolante lungo il molo, attaccata per le bitte con l’acqua tre metri più in basso della sua linea di galleggiamento…»

6. Il giro del mondo: «mi ricordo di quella volta nel Pacifico, ci saranno stati 45 nodi e sei metri di frangente. Le sterne artiche intorno a noi lanciavano lugubri richiami e io avevo finito il vino rosso»

7. Bernard Moteissier: è l’unico degno di ribattere a chi raggiunge questo stato per aver percorso tutti i precedenti. Volendo possono permettersi di farlo anche Eric Tabarly o Alain Colas. Peccato che siano tutti morti.

Rileggi tutti i capitoli dell’astiometro del velista:

Parte uno: l’avventizio

Parte tre: l’agonistico

 

Commenti

CONDIVIDI