prodiere

Elencati i motivi per cui un membro dell’equipaggio si pavoneggia, e quanto si pavoneggia a seconda di che ruolo ricopra, arriva, impietosa, la rassegna delle loro magagne più frequenti.

Le trappole in cui almeno una volta nella vita è capitato a tutti di cadere durante una regata. Quelle che speri che vengano fuori la volta che sei imbarcato con uno scavafango che lotta per arrivare entro il tempo massimo e non quando vi state giocando il mondiale su un monotipo all’ultima boa. Purtroppo, come ci ricorda il famoso spi per la bugna dato dal 12 Metri S.I. Sfida Italiana (l’ex Italia e dopo l’evento prontamente ribattezzato Sfiga Italiana) al Mondiale del 1987. Si comincia con prodiere e due…

Prodiere

1. Restare col piede dentro la scotta genoa in virata e, trascinato per la caviglia, arrivare saltellando fino in pozzetto dove viene picchiato, prima dal grinder e poi dal tailer, finché il timoniere non rimanda tutti in assetto;

2. Essere scaraventato fuoribordo dalla bugna durante una virata con vento: rispetto alla situazione precedente è migliore perché una volta a terra non ti picchiano più (a meno che non fosse la finale del mondiale di cui sopra);

3. Indicare ancora 2 lunghezze dalla linea di partenza («sali! sali!») quando la barca è già ocs; talvolta, in questi casi, ci scappa anche un applauso da parte di chi controlla l’allineamento sulla barca comitato;

4. Al termine dell’ammainata spi attaccare a piede d’albero una drizza lasciando dentro le scotte del genoa; e poi dichiarare: «Prua libera, virata pronta!»;

5. Sacco spi perso in mare durante l’issata perché non fissato in coperta;

6. L’immortale spi per bugna; sappiate che ogni prodiere deve averne almeno una in curriculum: scegliete bene quando dedicarvi la vostra;

7. Spi dato per il gancio del sacco. Errore molto coreografico perché ci si accorge che qualcosa non funzione quando a circa metà strallo appaiono queste mutandone appese (il sacco, appunto, al cui anello è stata attaccata la drizza) da cui scappano, tipo gambe segaligne e scosciate, la bugna e la mura strizzate e allungate fino in coperta e in varea;

8. Iniziare la bolina senza genoa. Le cause possono essere: non ha aperto lo stroppo che tiene la drizza in tensione; non ha proprio preparato la vela; lotta corpo a corpo contro vele armate in modo alternativo;

9. Iniziare la bolina con lo spi imbizzarrito perché scappato di mano.

Due

1. Campana troppo bassa in strambata e il tangone si schianta sullo strallo o sulle costole del prodiere se è quest’ultimo che si apre da solo la varea e stramba spalle al pozzetto;

2. Campana non fissata in poppa con tanto vento; il tangone sale e per tirarlo giù ci vuole l’intervento divino (spesso infatti in queste situazioni l’equipaggio chiede l’intercessione del sommo fattore rivolgendo verso l’alto esclamazioni e invocazioni a gran voce. Esclamazioni a gran voce sono rivolte anche verso lo sciagurato due. Talvolta le due invocazioni coincidono nei termini e nell’affetto);

3. Non attaccare scotta sopravento del genoa dopo l’ammainata spi. Ci si accorge ovviamente a virata finita quando la vela rimane sbatacchiante a prua. Quando torna in assetto dopo aver sistemato la magagna, il due viene picchiato da sopravento (il prodiere) e da sottovento (il drizzista)…

4. Compiere uno degli errori del prodiere quando gli viene chiesto di svolgere una mansione di quel ruolo;

5. Compiere uno degli errori del prodiere quando non gli viene chiesto di compiere una mansione di quel ruolo, ma lui vuole far vedere che «stavolta ho capito!».

E voi, quante voci spuntate? E soprattutto, avete altri errori visti in giro (o commessi) da segnalarci?

Leggi le altre puntate:

Errori in regata – Parte 2: drizzista e tailer

Errori in regata – Parte 3: randista e timoniere

Errori in regata – Parte 4: tattico e navigatore

 

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